Inaugurato il 27 settembre 1970

La città di Crespina, una piccola frazione di terra sui colli pisani seminata di ulivi, di vigneti e dominata da antiche ville seicentesche custodite dalla sovrintendenza come monumenti di rara bellezza, questa cittadina ha la sua storia, una unica leggenda ispirata alle civette che risale ai secoli passati, facendo testimoni di storie d’amore e richiamo di esperti cacciatori fra i più famosi della Toscana. Ebbene, alle civette la popolazione ha voluto dedicare un monumento ereggendo su un grosso e colossale sasso come l’antica natura ha creato, un monumentale albero in bronzo coronato di uccellini e dominato da varie civette. Ho avuto la fortuna che la scelta è caduta su di me per eseguire quest’opera nella quale ho messo l’entusiasmo ai ricordi culturali degli egizi, dei greci, degli etruschi e, attualmente culminante sulle realizzazioni di Picasso, le cui civette stanno facendo storia nel nostro tempo.

Ho sfruttato nei minimi particolari questo privilegio cercando di un fondere il contatto con la natura una poesia agreste, tradotta in bronzo di rara fattura esecutiva e sorprendente la sua realizzazione. Il tempo dovrebbe far maturare in questa incantevole atmosfera anche la mia opera dove, il colore degli ulivi e il canto di tutti gli uccellini, anche se attratti – all’agguato – dal fascino ipnotizzatore degli occhi delle civette, invitando all’ultimo canto che è il canto della morte.

Prof. Angelo Biancini


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