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CARLO PEPI: LA PASSIONE PER L’ARTE E LA TENSIONE PER L’AUTENTICO 19/09/2026

Evento Carlo Pepi la passione per l’arte e la tensione per l’autentico 
L’evento proposto è costituito da una giornata per ricordare in modo pubblico e di vasto respiro, ad un anno dalla scomparsa, la figura e l’attività del critico d’arte e collezionista Carlo Pepi.
Nel 2025 gli erano stati conferiti, nella cornice istituzionale della comunità in cui ha operato con grande energia, il Pegaso della Regione Toscana e un riconoscimento pubblico da parte del Comune di Crespina Lorenzana e della stessa Pro loco, a fronte dell’impegno pluriennale speso con passione per la difesa dell’autenticità delle opere d’arte e per la diffusione dell’amore per le espressioni artistiche, a partire da quelle che interpretano il sentimento del paesaggio, l’identità toscana, la ricerca del superamento di ogni linguaggio artistico che possa rivelarsi facile replica di una tradizione.
“Carlo Pepi: la passione per l’arte e la tensione per l’autentico” si configura come una tavola rotonda in cui sono invitati specialisti del settore storico-artistico, ma anche del mondo del volontariato culturale, a presentare il proprio punto di vista e a interagire fra loro e con gli interventi del pubblico e degli altri partecipanti. Tre sono i blocchi tematici, ispirati alle principali aree di attività di Carlo Pepi: Modigliani, la sua collezione dai Macchiaioli alle avanguardie e ai grandi Maestri del Novecento, senza dimenticare gli artisti meno noti, ma degni di interesse.
A questi si aggiunge il tema fondamentale della Casa museo, dove è nata la sua raccolta e dove egli ha ospitato, per oltre 40 anni, visite di gruppi e di singoli. Questa passione condivisa diventa alimento di memoria e di passioni da continuare a condividere nel futuro, nel segno del collezionista, nella sua comunità locale, attraverso la Casa museo e il volontariato culturale.
I relatori della tavola rotonda nella Sala consiliare del Comune, Sabato 19 settembre dalle 9.30:
- Marc Restellini, massimo esperto mondiale di Modigliani, autore del catalogo ragionato (Yale University Press), è stato l’unico con Carlo Pepi a segnalare i falsi nella mostra di Modigliani al Palazzo Ducale di Genova e insieme vennero ascoltati come esperti al processo.
- Roberto Riccardi, generale dei Carabinieri e giornalista, è autore del libro “Detective dell’arte” (Rizzoli 2019), in cui è ampiamente citato Carlo Pepi, ma anche Marc Restellini, per Genova.
- Stefano Renzoni, storico dell’arte, consulente di Palazzo Blu, autore di saggi e curatore di mostre Ilario Luperini, storico dell’arte e critico militante, presidente dell’associazione per le Mura di Pisa.
- Leonardo Terreni, archeologo, promotore di numerose ass.ni cult., ora nel direttivo del CESVOT.
- Adriano Rigoli e Marco Capaccioli, presidente e vice dell’Ass.ne Naz.le Case della memoria
Programma:
Sala consiliare del Comune di Crespina Lorenzana (Piazza C. Battisti 22)
Carlo Pepi: la passione per l’arte e la tensione per l’autentico
9.30 – Saluti istituzionali
10 – Marc Restellini: Un catalogo scientifico ragionato su Modigliani: la fine dei falsi? Come 30 anni di lavoro mettono fine ai falsi Modigliani.
10.30 – Roberto Riccardi: Detective dell’arte. Un ricordo di Carlo Pepi
10.45 – Stefano Renzoni: Tele, tavole e taccuini. I Macchiaioli nella Raccolta di Carlo Pepi
11 Ilario Luperini: Novecento, Avanguardie e sperimentazione nella Collezione Carlo Pepi
11.15 Leonardo Giovanni Terreni: L’associazione Casa Museo Carlo Pepi e il volontariato culturale toscano
11.30 Adriano Rigoli e Marco Capaccioli: L’associazione nazionale delle Case museo degli uomini illustri
12 – Dibattito e interventi dal pubblico di amici di Carlo Pepi e di altri partecipanti, tra cui Pietro Luridiana, Pierfrancesco Ferrucci, Michele Ghelarducci, autori della “Testa” di Modigliani realizzata con il Black&Decker e protagonisti della celebre “Burla” dell’84.
Modera: Maria Francesca Pepi.
A corredo dell’incontro sarà esposta la ‘testa’ stile Modigliani, fatta scolpire da Carlo Pepi, ma da lui mai gettata nei fossi di Livorno, bensì esposta esclusivamente nel proprio giardino di casa, a testimonianza del clima di grande disorientamento della critica d’arte e dello spirito goliardico con cui Livorno viveva quei giorni con i riflettori mondiali puntati, come ricordava Il Vernacoliere.